Anatomia di una rivoluzione. La logica della scoperta by Telmo Pievani

By Telmo Pievani

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Dopo la sconfitta elettorale, il fascismo iniziò un cambiamento di rotta, che fu sancito al congresso nazionale di Milano (24-25 maggio 1920), abbandonando il programma radicale del 1919 per riproporsi, con una conversione a destra, come organizzazione politica della borghesia produttiva e dei ceti medi che non si riconoscevano nei partiti tradizionali e nello Stato liberale. La svolta a destra provocò la rottura con i futuristi, con gli arditi e con D’Annunzio, il quale fu costretto da Giolitti con la forza a porre fine all’avventura fiumana alla fine del 1920 (“Natale di sangue”), dopo il trattato di Rapallo fra l’Italia e la Jugoslavia (12 novembre), che aveva riconosciuto alla città adriatica lo statuto di “territorio libero”.

Ma la crisi Matteotti ridiede vigore anche alla iniziativa dei fascisti integralisti, cioè ai capi dello squadrismo, che alla fine del 1924 imposero al duce la svolta che pose fine al regime liberale. Con il discorso di Mussolini alla Camera, il 3 gennaio 1925, il fascismo diede inizio a una nuova fase di consolidamento e di ampliamento del proprio potere. La gestione della politica interna fu affidata a un ex nazionalista, Luigi Federzoni, ministro degli Interni dal giugno 1924, il quale attuò la politica repressiva contro i partiti antifascisti e assecondò la politica mussoliniana di contenimento dell’estremismo fascista, anche se in questa nuova fase di consolidamento e di espansione del potere fascista fu necessario, per Mussolini, avvalersi ancora dei capi dello squadrismo.

Il fascismo nacque dopo la guerra mondiale, ma alcuni motivi culturali e politici, che contribuirono alla sua formazione, sono presenti già in movimenti radicali di destra e di sinistra, come il nazionalismo, il sindacalismo rivoluzionario, il futurismo, sorti prima del fascismo. Questi movimenti, pur con ideologie diverse e contrapposte, avevano in comune il senso tragico e attivistico della vita, la visione della modernità come esplosione di energie umane e conflitto di forze collettive, organizzate in classi o nazioni, e l’attesa di un’incombente svolta storica, che avrebbe segnato la fine della società borghese liberale e l’inizio di una nuova epoca.

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